di Donato Sarno
Nelle prime ore di lunedì 24 ottobre 1910 un violento nubifragio si abbatté su Maiori: l’enorme quantità di pioggia, che era caduta incessantemente già durante tutto il giorno precedente, ingrossando il livello dei fiumi e facendo scendere con enorme violenza dalle montagne circostanti acqua, tronchi, fango e materiale roccioso, provocò non solo ingenti danni a giardini,strade, case e magazzini, distrutti o resi inagibili, ma anche la morte di ben venti individui (e non di sei, come erroneamente indicato in Vita Cristiana di Maiori, n. 9 – 10, settembre – ottobre 2010). Il numero delle vittime sarebbe stato addirittura più elevato se le forze dell’ordine e diversi concittadini di varia condizione sociale non avessero compiuto quella tragica mattina eroici atti di salvataggio a favore di tante persone che versavano in situazione di pericolo. Si trattò di una sciagura davvero immane, innanzi alla quale lo Stato e la Chiesa, benché all’epoca in dissidio tra loro per la ferita ancora aperta della Questione Romana, si mossero insieme offrendo con prontezza mezzi di soccorso ed aiuti economici a beneficio della popolazione, che contemporaneamente era afflitta anche da un’epidemia di colera. Il Re Vittorio Emanuele III in persona, dopo appena tre giorni, si recò in visita a Maiori per consolare i sudditi ed anche il Comune si prodigò non poco grazie all’azione del cav. uff. Gaetano Cimini fu Casimiro (1843 – 1923), Sindaco in carica nel 1910, e del suo successore cav. Francesco Conforti fu Andrea (1861 – 1953). Nel villaggio di Santa Maria delle Grazie, dove una frana causò il crollo di buona parte della chiesa parrocchiale, perirono Rosa Salsano, di anni 51, e la figlia Maria Belmonte, di anni 20, che erano in una abitazione adiacente alla chiesa medesima: il corpo della prima non fu mai più ritrovato, mentre quello della seconda venne rinvenuto, a distanza di un mese, sepolto dal materiale alluvionale sotto il portico che precede la casa parrocchiale. Nel rione Casa Imperato poi, che fu il più devastato dalla furia del nubifragio, persero la vita: le sorelle Carmina e Trofimena Della Mura, rispettivamente di 56 e 66 anni; Gaspare D’Amato, di anni 69, la moglie Rosa Scannapieco, di anni 49, e la figlia di quest’ultima Raffaela Pappacoda, di anni 18; Giacomo Della Mura, di anni 67, la moglie Gaetana Giordano, di anni 58, e la figlia Vincenza Della Mura, di anni 14; Maddalena Civale, di anni 62, e la nipote del marito Caterina Albore, di anni 4 e mesi 7; le sorelle Giovanna Apicella, di anni 24, il cui cadavere venne rinvenuto il successivo 30 ottobre sulla spiaggia di Tordigliano dopo Positano trasportato dal mare, e Filomena Apicella, di anni 18, il cui cadavere non fu mai più ritrovato; Lucia Zuppardi, di anni 18, il cui cadavere venne ritrovato a distanza di un mese in un locale terraneo del palazzo Baldi; Antonia Di Landro, di anni 76, il cui cadavere non fu mai più ritrovato. Infine in località Vignolella, sopra Salicerchie, morì un’intera famiglia di contadini, costituita da Angelo Proto, di anni 26, dalla moglie Carmela Cioffi, di anni 24, e dalle figliolette Carmela Avvocata, di anni 3, e Giuseppina Proto, di appena mesi 8, tutti pure mai più ritrovati. Il primo centenario del nubifragio ha visto l’autorità civile e l’autorità ecclesiastica nuovamente unite nel ricordare il triste evento con una serie di iniziative. L’Amministrazione Comunale infatti, grazie all’impegno ed all’interessamento del Consigliere Delegato alla Cultura dott. Mario Piscopo, ha allestito nel salone di palazzo Mezzacapo una interessante mostra documentaria, arricchita da molte fotografie inedite tratte dall’archivio del fotografo Gino Landi, ed ha ivi organizzato nel pomeriggio dello scorso 23 ottobre un convegno sul tema “Maiori e il nubifragio del 1910”, al quale hanno preso parte, come relatori, lo scrivente, don Nicola Mammato, l’ing. Giulio Tagliafierro e il giornalista Sigismondo Nastri, con l’intervento anche del Prefetto di Salerno dott. Sabatino Marchione. Al convegno – i cui atti saranno pubblicati nei prossimi mesi – ha fatto seguito un concerto tenuto dal coro della Collegiata di Atrani nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove poi, alle ore 11 di domenica 24 ottobre, è stata celebrata dal Parroco don Nicola Mammato una S. Messa di suffragio per le vittime del nubifragio con l’offerta dell’olio votivo da parte del Sindaco di Maiori dott. Antonio Della Pietra. Al termine si è svolta una devota e raccolta processione per le strade del villaggio con il venerato simulacro della Madonna delle Grazie. In Collegiata è stata esposta la statua di Maria SS. della Libera, la quale, dopo un’altra S. Messa di suffragio celebrata alle ore 18.00 dall’Arcivescovo di Amalfi mons. Orazio Soricelli unitamente ai sacerdoti don Vincenzo Taiani, don Nicola Mammato e don Gennaro Giordano, è stata portata processionalmente con candele accese per le vie del Corso Reginna con grande seguito di fedeli e con l’accompagnamento delle autorità civili e militari fino al rione Casa Imperato, dove ha sostato per un momento di preghiera, e quindi ha fatto ritorno nella limitrofa cappella a Lei dedicata. Infine alle ore 20.00 nell’atrio del palazzo Mezzacapo è stata scoperta e benedetta una lapide commemorativa, voluta dall’Amministrazione Comunale e riportante i nomi delle vittime del nubifragio del 1910, posta di fronte all’altra lapide già esistente in ricordo delle vittime dell’alluvione del 1954. Una fiaccolata ha chiuso infine la serata, i cui aspetti più significativi sono stati ripresi in un video pubblicato sul sito internet parrocchiale www.santamariaamaremaiori.it . Si è trattato pertanto di un sentito tributo di omaggio ai nostri padri, che ha avuto un carattere non solo storico – scientifico ma anche e soprattutto, come giusto e doveroso, un carattere religioso e che ha evidenziato ancora una volta il profondo legame e la forte devozione del popolo di Maiori verso la Vergine Santissima.



